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Papa Francesco ringrazia la Germania per aver accolto i profughi

31.01.2018 - Articolo
Papst Franziskus
Papst Franziskus© dpa


Nel discorso dell’8 gennaio per il saluto di buon anno ai membri del corpo diplomatico, Papa Francesco ha reso omaggio agli sforzi intrapresi dalla Germania nel campo dell’accoglienza ai profughi. Francesco ha collocato il dibattito attuale su questo tema nel contesto della tradizione giudaico-cristiana: la storia della salvezza è una “storia di migrazioni”. Ha invitato dunque gli Stati ad accogliere profughi e migranti, a tutelarli, sostenerli e integrarli.  Al contempo il Pontefice ha evidenziato come l’integrazione sia possibile solo se entrambe le parti, sia la società che accoglie, sia chi viene accolto, intraprendono degli sforzi.  Il Santo Padre ha infatti affermato che “a chi è accolto si chiede l’indispensabile conformazione alle norme del Paese che lo ospita, nonché il rispetto dei principi identitari dello stesso”. Oltre alla Germania, Francesco ha ringraziato anche la Grecia e l’Italia per il loro impegno a favore di profughi e migranti.

Due anniversari: 1918 e 1948

A fare da cornice di riflessione per il discorso di Papa Francesco sono state due ricorrenze: la fine della prima Guerra mondiale 100 anni fa e la proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948. L’anniversario della Grande guerra ci ricorda che è possibile raggiungere una pace duratura solo se gli Stati si relazionano su un piano di parità. Soltanto in un “clima di parità” è possibile consolidare la pace, questo il pensiero espresso da Francesco. Come gli Stati si confrontano gli uni con gli altri all’insegna della sovranità, così anche tutti gli uomini godono degli stessi diritti inalienabili. Questi sono stati riassunti trent’anni dopo la fine della prima Guerra mondiale nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Alla luce delle numerose crisi nel mondo è necessario riflettere, secondo il Santo Padre, sui valori ancorati in questa Dichiarazione.

La continua violazione del diritto alla vita

Al centro della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo vi è il diritto alla vita. Papa Francesco ha lamentato la violazione di tale diritto, la quale al giorno d’oggi assume diverse forme: dall’aborto al suicidio assistito, dalla tratta degli esseri umani alla schiavitù o violenza sulle donne. Gli Stati sono pertanto chiamati ad adoperarsi attivamente per la pace e tutelare il diritto alla vita. L’impegno a favore della pace include sempre anche il disarmo e l’attuazione del Trattato per la proibizione delle armi nucleari. Solo attraverso il dialogo e la diplomazia tra pari è possibile e doveroso trovare soluzioni per una pace duratura in Corea, Siria, Israele e Palestina, Ucraina, Afghanistan, Yemen e nei tanti paesi dell’Africa.  

La famiglia come pilastro della società

Papa Francesco ha ricordato le numerose famiglie che per via dei conflitti sopra citati hanno perso i loro cari durante scontri armati. In questo contesto il Papa ha evidenziato il significato della famiglia come “roccia” per la vita della società: solo sulla base di una famiglia stabile è possibile edificare una società stabile. Ha quindi lanciato un appello agli Stati affinché prendano misure per promuovere la famiglia in quanto “senza di essa non si possono […] costruire società in grado di affrontare le sfide del futuro”. 

Lavoro e riposo

Sarà inoltre possibile conseguire la pace e lo sviluppo solo se si darà alle persone la possibilità di contribuire al bene comune attraverso il lavoro. Papa Francesco ha criticato la tendenza attuale a pretendere dai lavoratori ritmi sempre più serrati. Ciò che ne consegue è una riduzione delle pause e delle ferie, le quali invece sono necessarie per riprendersi fisicamente e mentalmente. Particolarmente preoccupante in tal senso è l’aumento del lavoro minorile e le nuove forme di schiavitù. Fintanto che verranno attuati modelli economici volti al profitto e allo sfruttamento dei più deboli (ad esempio i bambini), non sarà possibile un futuro migliore.

Il dovere di ciascuno nei confronti dell’ambiente

Papa Francesco ha concluso il suo discorso rivolgendo uno sguardo ai doveri di ciascuno nei confronti della società, così come si evince anche dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Ogni persona ha la responsabilità e il dovere di servire il bene comune, il che è particolarmente decisivo nel caso dell’ambiente. “I cambiamenti climatici, con l’innalzamento globale delle temperature e gli effetti devastanti che esse comportano, sono anche conseguenza dell’azione dell’uomo”, ha ricordato il Pontefice a tal proposito.

Il discorso del Santo Padre ai membri del corpo diplomatico per il nuovo anno è reperibile al link: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2018/january/documents/papa-francesco_20180108_corpo-diplomatico.html

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