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Resistenza: un dovere cristiano?

20.03.2018 - Articolo
Diskussionsabend Widerstand und Kirche
Diskussionsabend Widerstand und Kirche© Deutsche Botschaft Hl. Stuhl


L’Ambasciata tedesca presso la Santa Sede ha tenuto un dibattito serale mercoledì 14 marzo in memoria della “Rosa bianca”, il gruppo della Resistenza tedesca fondato e guidato dai famosi fratelli Hans e Sophie Scholl, che furono condannati e giustiziati 75 anni fa. Il Cardinale Gerhard Ludwig Müller e il Prof. Dr. Michael Kißener hanno discusso del tema “Chiesa e Resistenza – diritto e dovere della Resistenza nel Cristianesimo”. Il dibattito è stato moderato dalla giornalista Bettina Gabbe. 

Al centro della discussione vi è stato il quesito dell’eventuale esistenza non solo del diritto, bensì anche del dovere della Resistenza così come derivante dai valori cristiani. Il Cardinale Müller, che nella sua tesi si era occupato di Dietrich Bonhoeffer, ha sottolineato come i cristiani debbano opporsi sempre al razzismo e a ogni violazione della dignità umana. La difficoltà è però quella di opporre resistenza a ciò che è percepito come un torto quando milioni di persone sono convinte del contrario ed esprimono la loro volontà attraverso mezzi democratici. In particolare, in questo contesto si è discusso dell’appartenenza confessionale dei membri della Resistenza contro il Nazionalsocialismo. La maggior parte degli ospiti presenti sono rimasti stupiti dal sentire che i fratelli Scholl, che erano protestanti, avevano cercato una giustificazione per la Resistenza negli scritti di eruditi cattolici come Tommaso d’Aquino e che poco prima della loro esecuzione erano ancora intenzionati a convertirsi al Cattolicesimo.


Kardinal Müller
Kardinal Müller© Deutsche Botschaft Hl. Stuhl


Nel corso della serata i due oratori hanno illustrato l’arco di tempo che va dal Nazionalsocialismo a oggi. Il Cardinale Müller, che è stato attivo per molti anni come docente presso la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco e ha quindi attraversato quotidianamente il cortile in cui i fratelli Scholl avevano lanciato nel 1943 i loro volantini, ha ricordato al pubblico che le persecuzioni dei cristiani non sono avvenute solo nel XX secolo, bensì accadono anche tutt’oggi su base quotidiana. Alla luce di ciò, la questione della Resistenza attiva è di assoluta attualità.

Il Prof. Kißener ha invece rivolto lo sguardo alla situazione attuale in Germania e al “rafforzamento dell’ambiente di destra”. Il Professore è giunto alla conclusione che sia necessario adoperarsi di più per la cultura della memoria. In Italia l’epoca del Fascismo è stata rielaborata in maniera del tutto diversa. Se è vero che anche qui ci si è distanziati dal regime fascista, tale separazione non è stata però così netta come in Germania. Inoltre si tende a ricordare i partigiani e le vittime del Fascismo invece che parlare delle azioni compiute dai fascisti italiani. Anche questo è certamente uno dei motivi del grande seguito di cui godono i gruppi post-fascisti.    

I cattolici hanno diritto alla Resistenza? E se la risposta è sì, come devono esercitare tale diritto, ad esempio in Cina o in Corea del Nord? Nessuno dei due oratori ha voluto fornire una proposta d’azione concreta. È difficile dare consigli ai cristiani oppressi da un luogo lontano e sicuro come Roma: questo è stato il monito lanciato dal Cardinale Müller al pubblico.

Il dibattito, a cui hanno partecipato numerosi ospiti, ha mostrato ancora una volta quanto sia attuale il confronto con il passato e quanto interesse suscitino temi come l’oppressione e la Resistenza. La fede come motore della Resistenza è una questione che toccherà sempre le Chiese, anche se il tempo delle dittature in Europa appartiene ormai in larga misura al passato. 

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